Hai passato due mesi a registrare un videocorso. Trenta moduli, slide pulite, una landing page che ti piace. Premi “pubblica” un martedì mattina, condividi il link su Instagram, mandi una mail alla tua lista… e all’ora di pranzo hai venduto due copie. Una è di tua madre.
Suona familiare? Beh, è la fine peggiore di un infoprodotto creato bene ma lanciato male. Perché creare un corso e lanciarlo sono due competenze diverse, e quasi nessuno te lo dice.
Il lancio non è “il giorno in cui apri il carrello”. Il lancio è un processo da 30 giorni, con fasi precise e scadenze chiare, che inizia molto prima del bottone “Acquista”. Saltare anche solo una fase ti fa lasciare sul piatto il 50-70% delle vendite potenziali.
In questo articolo trovi la roadmap completa dei primi 30 giorni di lancio di un infoprodotto. Suddivisa in 4 settimane, con cosa fare ogni giorno, quanto spendere, quali errori evitare. Non è teoria: è il pattern che usano i creator italiani che fanno launch da 5-6 cifre, ridotto al minimo essenziale per chi parte da zero o quasi.
In sintesi
- Un lancio efficace non dura un giorno: si distribuisce su 30 giorni divisi in 4 fasi (preparazione, riscaldamento, pre-lancio, vendita).
- Il 70% del risultato si decide PRIMA dell’apertura del carrello, nella fase di riscaldamento della lista.
- Serve una lista email anche piccola: 200-500 contatti caldi già bastano per un primo lancio decente.
- Il carrello deve aprire e chiudere: una scarsità reale (deadline o posti limitati) raddoppia il tasso di conversione.
- Budget minimo realistico per un primo lancio: 0-200 euro se hai già qualche follower, 500-1500 euro se parti completamente da zero.
Perché il lancio decide tutto (anche se il prodotto è buono)
C’è una bugia comoda che gira in giro: “se il prodotto è di valore, si vende da solo”. Falso. Il prodotto di valore è la condizione necessaria, non sufficiente. La verità è che il mercato è saturo di buoni corsi e di ottimi ebook che nessuno comprerà mai, semplicemente perché chi li ha creati non ha costruito intorno una macchina di lancio.
Il lancio fa tre cose che il prodotto da solo non può fare. Primo: crea aspettativa, cioè il desiderio prima dell’esistenza. Secondo: comprime le vendite in una finestra temporale (cart open + cart close), e questo costringe le persone a decidere invece di rimandare a sempre. Terzo: ti permette di raccogliere feedback e prove sociali nelle prime 48-72 ore, che poi diventano benzina per i lanci successivi.
Ti starai chiedendo: “ma posso anche solo mettere il corso in vendita sempre, senza tutto questo teatro?”. Si, puoi farlo, si chiama evergreen. Ma per un primo prodotto è la strategia peggiore, perché senza la spinta iniziale di un lancio non vendi quasi nulla e perdi motivazione. Il lancio “vero” serve a creare il bottom della curva, dopo puoi sempre passare a evergreen.
Un altro motivo per cui il lancio conta più del prodotto stesso: ti costringe a rispettare una scadenza pubblica. La maggior parte degli infoprodotti che muoiono non muoiono dopo essere stati lanciati. Muoiono prima, mai usciti dalla cartella del computer del creator, perché “non era ancora pronto”. Il lancio elimina questa trappola alla radice.
Settimana 1 (giorni 1-7): le fondamenta
I primi sette giorni non sono “lancio” nel senso comune: sono setup. Se sbagli qualcosa qui, le tre settimane successive non recuperano.
Giorni 1-2: blindare offerta, promessa, prezzo
Prendi un foglio bianco e scrivi tre frasi. La prima: cosa promette il tuo prodotto in termini concreti e misurabili (esempio: “in 30 giorni avrai pubblicato il tuo primo ebook su Amazon KDP”). La seconda: chi è il cliente ideale, in massimo 15 parole, con problema specifico. La terza: il prezzo finale, scritto in chiaro. Se prezzo, cliente e promessa non stanno insieme su una stessa frase senza contraddirsi, hai un problema di posizionamento che NON si risolve con il copywriting.
Errore tipico in questa fase: rimandare la decisione sul prezzo “perché tanto la decido dopo”. Il prezzo definisce il pubblico, il canale di promozione, la durata del lancio. Decidilo subito anche con un range stretto (es: 197-297 euro).
Giorni 3-4: setup tecnico minimo
Servono tre cose: una piattaforma per ospitare/vendere il prodotto, un sistema di pagamento, una pagina di vendita. Punto. Niente CRM enterprise, niente integrazioni complesse. Se sei agli inizi, il setup tipico è: piattaforma (Teachable, Kajabi, ThriveCart, oppure direttamente WordPress con un plugin), pagamento (Stripe + PayPal in parallelo per coprire entrambe le preferenze), pagina di vendita su un page builder semplice. Se devi scegliere tra le opzioni disponibili, dai un’occhiata a le migliori piattaforme per vendere corsi online in Italia per capire pro e contro di ciascuna.
Errore tipico qui: passare 5 giorni a confrontare 8 strumenti diversi. È procrastinazione travestita da “ricerca”. Scegli, configura, vai avanti. Cambierai piattaforma al secondo o terzo lancio, è normale.
Giorni 5-7: lead magnet e sequenza welcome
Hai bisogno di un meccanismo per portare persone nuove dentro la lista in modo continuo durante le tre settimane successive. Questo meccanismo è un lead magnet (un PDF, una mini-guida video, una checklist) che risolve un mini-problema correlato al prodotto principale.
Esempio: se vendi un corso su Amazon KDP, il lead magnet può essere “Le 20 categorie con meno concorrenza su KDP nel 2026”. Chi scarica questo, è quasi sicuramente interessato al corso completo. Crea il PDF, una pagina di iscrizione semplice, e una sequenza email di benvenuto da 5-7 mail. Le mail della welcome NON devono vendere: devono educare e portare valore. La vendita arriverà tra 15 giorni.
Settimana 2 (giorni 8-14): riscaldamento del pubblico
Questa è la fase in cui costruisci attenzione. Non vendi ancora, non ne parli ancora esplicitamente. Stai “scaldando” il pubblico, cioè portando le persone allo stato emotivo giusto perché quando aprirai il carrello la risposta sia “si, sto già aspettando”.
Costruire o ravvivare la lista
Se hai già una lista di 500+ persone attive, questa fase è più semplice: bombarderai loro nelle settimane successive. Se non ce l’hai, devi crearla velocemente. Modalità rapide per crescere una lista in 7 giorni: post organici sui social con CTA verso il lead magnet, collaborazioni con creator nella tua nicchia (lead magnet condiviso), una piccola campagna di Facebook/Instagram Ads (50-200 euro), eventuale apparizione come ospite su un podcast piccolo. L’obiettivo realistico: arrivare ad almeno 200-300 iscritti caldi per il giorno 15.
Contenuti pre-lancio (no pitch)
Pubblica 5-7 contenuti gratuiti durante questa settimana. Possono essere post Instagram, video YouTube, articoli, mail alla lista. Il pattern vincente è quello che si chiama “valore + tease”. Ogni contenuto risolve un mini-problema reale del tuo cliente ideale, e alla fine accenna sottilmente al fatto che “sto per lanciare qualcosa di più completo, resta sintonizzato”.
Esempio reale: se vendi un corso su come strutturare un videocorso, in questa settimana puoi pubblicare contenuti come “i 3 errori che fanno abbandonare un corso online entro il primo modulo” oppure “come ho strutturato il mio primo modulo: il backstage”. Il lettore impara qualcosa di concreto, e contemporaneamente si rende conto che tu sai di cosa parli.
Storytelling e prove sociali (anche se sei agli inizi)
Le persone comprano da chi sembra reale e credibile, non da chi sembra perfetto. Racconta da dove vieni, perché hai creato questo prodotto, quale problema specifico stavi cercando di risolvere quando hai iniziato. Se hai già testato il prodotto con 5-10 beta tester (e dovresti averlo fatto), inserisci 2-3 micro-testimonianze nei tuoi contenuti. Anche frasi brevi, anche da persone “non famose”: l’importante è che siano specifiche, non generiche.
Settimana 3 (giorni 15-21): pre-lancio e waitlist
Da qui in poi iniziano a girare ingranaggi più seri. Questa settimana hai due obiettivi: annunciare ufficialmente che il prodotto sta per uscire, e raccogliere “intent” cioè persone che alzano la mano dicendo “io sono interessato”.
Aprire la waitlist
Crea una pagina semplice in cui annunci il prodotto: titolo, promessa principale, 3-5 bullet su cosa contiene, data di apertura iscrizioni, form per entrare in waitlist. La waitlist è cruciale: chi si iscrive sta segnalando interesse forte e diventa un lead caldissimo. Dai a chi è in waitlist almeno UN beneficio reale: accesso 24 ore prima al carrello, sconto del 10-15%, un bonus extra, una sessione live solo per loro. Senza un beneficio chiaro, la waitlist è solo un nome elegante per una mailing list passiva.
Sequenze email pre-launch (giorni 15-21)
In questa settimana invii 4-5 email alla lista principale. La sequenza tipica che funziona è: email 1 (giorno 15) “ho deciso di farlo, ecco perché”, email 2 (giorno 17) “ecco esattamente cosa contiene”, email 3 (giorno 19) “queste sono le persone per cui è pensato e quelle per cui NON è pensato” (sembra controintuitivo escludere persone, ma triplica la qualità dei buyer), email 4 (giorno 20) “rispondo alle vostre domande” (raccolta obiezioni reali dalla lista), email 5 (giorno 21) “domani apriamo, ultima chiamata waitlist”.
Errore tipico in questa fase: smettere di portare valore e iniziare a vendere troppo presto. Le persone fiutano la disperazione. Continua a mandare anche contenuti gratuiti in parallelo alle mail di pre-launch, su Instagram, blog, YouTube.
Posizionamento finale del prezzo
Adesso devi ancorare il prezzo nella mente del pubblico, prima ancora che lo veda sulla pagina di vendita. Comunicalo confrontandolo con alternative (“un corso 1-1 con me costerebbe 1500 euro, questo corso 297”), o con il valore reale che porta (“se anche una sola idea ti fa risparmiare 1000 euro di errori, è già 5x”), o con il costo dell’inazione (“ogni mese che rimandi sono 1000 euro di mancato fatturato”). Il prezzo non va “difeso”, va contestualizzato.
Settimana 4 (giorni 22-30): vendita aperta e chiusura
Eccoci al momento di verità. Il carrello apre. Hai 7-9 giorni di finestra (di solito), in cui concentri il 90% delle vendite del lancio.
Giorno 22: apertura ufficiale
Apri il carrello la mattina (idealmente martedì o mercoledì, mai venerdì sera o weekend, le statistiche sono brutali). Mail “siamo live” alla waitlist 24 ore prima, mail “siamo live” alla lista principale alle 10:00 del giorno 22. Post su tutti i canali social. Video di apertura (“ci siamo, ecco il link”). Aspettati il 30-40% delle vendite totali nelle prime 48 ore: le persone più calde comprano subito.
Giorni 23-27: la fase di mezzo (la più scivolosa)
Questa è la fase in cui la maggior parte dei creator molla. Le vendite dei primi due giorni rallentano, sembra che “non funzioni più”, la tentazione è dire “vabbè, ho fatto quello che potevo”. Errore. Nei giorni di mezzo devi continuare a mandare contenuti, almeno una mail al giorno alla lista, post quotidiani sui social. I temi da coprire in queste mail sono: storia di un cliente (case study), risposta a obiezioni specifiche, demo del prodotto dall’interno, FAQ dettagliate, video di un modulo gratuito. L’obiettivo è far parlare il prodotto, non te.
Giorni 28-30: la chiusura del carrello
Qui si gioca un altro 30-40% delle vendite totali, ed è la fase in cui DEVI essere disposto a sembrare “insistente”. Mail il giorno 28 (“mancano 48 ore”), mail il giorno 29 mattina e sera (“mancano 24 ore” + “mancano 12 ore”), mail il giorno 30 al mattino, a metà giornata, e una alle ultime 2 ore. Cambia angoli ogni mail: una su scarsità, una su bonus che scadono, una su risposta a “perché aspettare è la scelta peggiore”, una pura (“siamo agli ultimi minuti”).
La scarsità deve essere reale: o un prezzo che sale, o bonus che scompaiono, o posti effettivamente limitati, o accesso che non riapre per X mesi. Una scarsità finta (che tutti capiscono essere finta) brucia la tua credibilità per i lanci successivi.
Quanto budget serve davvero: tre scenari concreti
Una domanda che ricevo spesso è “quanto devo spendere per fare un primo lancio?”. La risposta dipende molto da dove parti, ma esistono tre scenari realistici.
Scenario lean: 0-200 euro
Adatto a chi ha già un seguito organico (almeno 1000-2000 follower attivi su almeno un canale) e una lista email anche piccola (300+ contatti). Le spese sono: piattaforma email (gratis fino a 500-1000 contatti su Brevo o MailerLite), piattaforma corsi (puoi partire con un plugin WordPress che ti costa 100-150 euro una tantum, oppure free trial Teachable per il primo mese), page builder (incluso nella piattaforma), eventuale advertising boost finale 50-100 euro. Aspettativa di fatturato del primo lancio: 2000-8000 euro, molto variabile.
Scenario medium: 300-1500 euro
Adatto a chi ha un seguito ridotto ma vuole accelerare la costruzione della lista. Aggiungi: campagna Ads pre-lancio (200-500 euro su Facebook/Instagram per portare iscritti al lead magnet), piattaforma a pagamento stile Kajabi o ThriveCart (50-150 euro/mese o una tantum), un grafico per copertina e ad creative (100-300 euro), eventuale podcast guesting promosso. Aspettativa di fatturato del primo lancio: 5000-15000 euro.
Scenario heavy: 2000+ euro
Adatto a chi parte completamente da zero e vuole bruciare le tappe, oppure a chi ha già lanciato una volta e vuole scalare. Include: budget ads significativo (1000-3000 euro), collaborazioni a pagamento con creator (500-1500 euro), eventuale agenzia o assistente per la gestione operativa (500-1500 euro), produzione video professionale per VSL e annunci (500-1000 euro). Aspettativa: 15000-50000+ euro al primo lancio, ma con un rischio finanziario reale.
Trappola tipica: pensare che “più budget = più vendite garantite”. Falso. Senza fondamenta giuste (offerta + lista) il budget aggiuntivo brucia senza convertire. Aumentare il budget ha senso solo se hai già validato che la macchina converte su scala piccola.
I 6 errori più comuni nel lancio di un infoprodotto
Ho visto centinaia di lanci, miei e di altri, e questi sono gli errori che si ripetono praticamente sempre.
Errore 1: rimandare il lancio “ancora una settimana perché non sono pronto”. Si manifesta quando senti che mancano “ancora 2 moduli” o “ancora la pagina di vendita perfetta”. Correzione: fissa la data sul calendario PRIMA di iniziare, e comunicala pubblicamente. La pressione sociale è l’unico antidoto efficace alla perfezione cronica.
Errore 2: lanciare a una lista fredda o inesistente. Si manifesta quando, il giorno dell’apertura, ti accorgi che hai solo 50 iscritti e nessun engagement. Correzione: blocca le 2 settimane prima del lancio SOLO per costruire la lista. Se non hai costruito nulla in fase pre-lancio, posticipa di 30 giorni e ricomincia da zero.
Errore 3: aprire il carrello “sempre”. Si manifesta quando, per paura di perdere vendite, decidi di non chiudere mai. Correzione: definisci finestre precise (carrello aperto 7-10 giorni). La conversione raddoppia o triplica con scadenza reale rispetto a “always on”.
Errore 4: prezzo basato sui costi invece che sul valore. Si manifesta quando dici “ho lavorato 80 ore, quindi 80 ore x 30 euro = 2400 euro”. Sbagliato. Correzione: il prezzo si decide dal valore percepito (cosa risolve, quanto fa risparmiare o guadagnare al cliente) non dai tuoi costi. Le ore che hai messo sono affari tuoi, non del cliente.
Errore 5: nessuna offerta speciale durante il lancio. Si manifesta quando il prezzo a porte aperte è uguale al prezzo evergreen. Correzione: il lancio deve sempre avere un VANTAGGIO che dopo non c’è (sconto, bonus extra, accesso a una call live, accesso a un gruppo). Senza vantaggio le persone aspettano.
Errore 6: smettere di vendere prima del giorno di chiusura. Si manifesta quando, al giorno 27, pensi “ho già mandato 4 mail questa settimana, basta così”. Correzione: il giorno della chiusura e quello prima sono i giorni con il tasso di conversione PIÙ ALTO del lancio. Le ultime 24 ore generano il 25-30% delle vendite totali, se le sfrutti.
Domande frequenti
Quanto tempo prima del lancio devo iniziare a creare il prodotto?
Idealmente, il prodotto dovrebbe essere completato (o almeno completato al 70-80%) prima dei 30 giorni di roadmap di lancio. Lanciare un prodotto che stai ancora creando in parallelo è un esercizio di stress estremo. Esiste però una strategia alternativa più aggressiva, il “lancio prima di creare”: vendi il corso prima ancora di averlo girato, e lo produci modulo per modulo mentre gli studenti seguono. Funziona, ma è da fare al secondo o terzo lancio, non al primo. Se sei alle prime armi, finisci prima il prodotto e poi lancia.
Posso lanciare un infoprodotto senza lista email?
Tecnicamente si, ma le possibilità di successo crollano drasticamente. Lanciare senza lista significa fare leva al 100% sui social media organici e/o sulle ads a freddo, due canali con tassi di conversione bassissimi su prodotti da 100-500 euro. La verità è che il lancio “senza lista” quasi sempre genera 0-500 euro al primo tentativo. La lista, anche piccola, fa la differenza tra “ho lanciato e ho fatto colazione gratis” e “ho lanciato e ho fatto 5000 euro”. Se davvero non hai una lista, dedica i primi 30 giorni SOLO alla costruzione, e poi parti con la roadmap vera.
E se al lancio non vendo praticamente nulla?
È più frequente di quanto pensi e quasi sempre NON significa che il prodotto sia sbagliato. Significa che uno dei tre pilastri ha ceduto: offerta poco chiara, lista troppo fredda o piccola, copy/comunicazione debole. Analizza: quante persone hanno aperto le mail di lancio? Quante hanno cliccato sulla pagina? Quante sono arrivate al checkout? Se aprono ma non cliccano, il problema è la pagina o il copy. Se cliccano ma non comprano, il problema è prezzo o offerta. Se non aprono nemmeno, il problema è la lista (è fredda o disinteressata). Identifica il punto rotto, sistemalo, rilancia tra 60-90 giorni.
Quanto devo essere “aggressivo” con le mail di vendita?
Il dosaggio dipende dal tuo brand, ma c’è un dato oggettivo: il 90% dei creator italiani sono troppo poco aggressivi, non troppo. La paura di “rompere le scatole” porta a perdere il 40-60% delle vendite potenziali. Regola pratica: nei giorni di carrello aperto, una mail al giorno è il minimo, due al giorno nei due giorni di chiusura è normale. Chi vuole può sottoscriversi via (è normale anche perdere il 1-3% della lista durante un lancio, è il prezzo di vendere davvero). Le persone realmente interessate gradiscono i reminder, non li subiscono.
Posso usare la stessa roadmap per il secondo, terzo, quarto lancio?
Si, e dovresti. La roadmap dei 30 giorni è un sistema, e i sistemi vanno raffinati ripetendoli. Cambiano alcuni dettagli: dal terzo lancio in poi puoi accorciare la fase di riscaldamento (la lista è già calda), introdurre offerte “early bird” più aggressive, sperimentare formati come challenge gratuite o webinar live. Ma la struttura settimanale e l’ossatura (apertura, vendita, chiusura) resta. La differenza tra lancio 1 e lancio 5 è quasi tutta nella lista accumulata e nel copy raffinato. Per capire meglio le fondamenta di come si costruisce un infoprodotto sostenibile, può essere utile leggere la guida completa su infoprodotti: cosa sono e come crearli.
Conclusione
Lanciare un infoprodotto è come spedire un razzo: il 90% del successo è in quello che fai prima di accendere i motori. Trenta giorni sembrano tanti quando li guardi dall’inizio, sembrano pochissimi quando ci sei dentro. La differenza tra chi fa il suo primo lancio da 500 euro e chi lo fa da 10.000 euro non è il talento e quasi mai il budget. È la disciplina di seguire le fasi senza saltare quella più scomoda di tutte: il riscaldamento silenzioso, in cui nessuno ancora ti applaude e tu stai lavorando “a vuoto”.
Quindi la prossima volta che pensi “tanto lo metto in vendita e vediamo cosa succede”, ricordati di questa roadmap. I 30 giorni che spendi ora valgono il 70% dei risultati finali. E i risultati finali, quando si lavora bene, di solito superano tutte le aspettative.