Hai una lista email che cresce lenta ma costante. Hai capito che senza una piattaforma seria non vai da nessuna parte. E adesso ti trovi davanti a un muro fatto di 30 nomi diversi, prezzi che vanno da 0 a 300 euro al mese e siti che ti promettono tutti la stessa cosa: tassi di apertura stratosferici e automazioni che vendono mentre dormi.

Beh, la realtà è un po’ più sfumata. I software di email marketing non sono tutti uguali, e quello giusto per te dipende da poche variabili concrete: quanti contatti hai, quanto budget puoi dedicare, se ti serve solo inviare newsletter o anche costruire funnel automatizzati, se vendi prodotti digitali o servizi, se sei da solo o hai un team.

In questa guida ho messo a confronto 5 software di email marketing tra i più usati in Italia nel 2026, con prezzi reali aggiornati, funzionalità che contano davvero e profilo ideale di chi dovrebbe sceglierli. Niente classifiche affiliate, niente “il migliore in assoluto”. Solo un confronto pulito per aiutarti a capire qual è quello giusto per la tua situazione.

Andiamo a vedere chi sono i 5 e cosa fanno bene (o male) ognuno di loro.

In sintesi: i 5 software a confronto

  • Brevo (ex Sendinblue): il più completo della fascia entry, freemium fino a 300 email/giorno, ottimo per piccoli business e PMI italiane
  • MailerLite: il migliore per solopreneur, creator e progetti lean, interfaccia pulita, gratis fino a 1.000 contatti
  • ActiveCampaign: il riferimento per chi vuole automazioni complesse e CRM integrato, parte da circa 15 euro/mese
  • Kit (ex ConvertKit): pensato per creator, autori e infoprenditori, ottimo per vendere infoprodotti, gratis fino a 10.000 iscritti
  • GetResponse: piattaforma all-in-one con webinar, landing page e funnel pronti, da circa 16 euro/mese

Perché ti serve davvero un software di email marketing nel 2026

Prima di confrontare i tool, fermiamoci 30 secondi sul perché serve un software dedicato. Tanti partono pensando di poter gestire tutto con Gmail o con un foglio Excel. È un errore che costa caro, e non solo in termini di tempo.

Un software di email marketing ti dà tre cose che con Gmail o Outlook non puoi avere: deliverability garantita (le email arrivano davvero in inbox, non in spam, perché il provider gestisce reputazione IP, autenticazione SPF/DKIM/DMARC e warm-up), automazioni (sequenze che partono quando un contatto fa una specifica azione, senza che tu debba muovere un dito) e conformità legale (gestione consensi GDPR, double opt-in, link di disiscrizione automatici).

Aggiungici il fatto che il ROI medio dell’email marketing rimane intorno a 36 euro per ogni euro investito nei benchmark internazionali, e capisci perché è il canale di marketing con il rapporto costo/risultato migliore in assoluto. Più di Instagram, più di TikTok, più di qualsiasi advertising a pagamento. Se vuoi una panoramica più ampia su come muoverti, ho scritto una guida dedicata su come fare email marketing per principianti in 7 step.

Il problema vero non è “se” usare un software. È “quale”, e qui le scelte sbagliate ti bloccano per anni. Cambiare piattaforma quando hai 5.000 contatti, 30 automazioni attive e tre anni di storico è un incubo. Meglio scegliere bene la prima volta.

Come ho scelto i 5 software del confronto

In Italia nel 2026 ci sono almeno 20 software seri tra cui scegliere. Per restringere a 5 ho usato 4 criteri concreti.

Primo: presenza nel mercato italiano. Ho escluso piattaforme che non hanno interfaccia tradotta o supporto in italiano, perché per chi parte è un blocco reale (non puoi sempre chiamare un consulente per ogni domanda). Brevo è francese e ha un team italiano dedicato, MailerLite ha l’interfaccia in italiano, gli altri hanno almeno la documentazione e il supporto in inglese chiaro.

Secondo: presenza di un piano gratis o entry sotto i 20 euro/mese. Chi parte non può investire 100 euro/mese in email marketing prima di aver capito se funziona. Tutti i 5 software hanno un’entrata accessibile.

Terzo: scalabilità. La piattaforma deve poterti accompagnare da 100 a 50.000 contatti senza obbligarti a migrare a metà strada.

Quarto: copertura dei casi d’uso reali. Newsletter, automazioni base, lead magnet con tag, segmentazione, integrazione con WordPress/WooCommerce, possibilmente landing page integrate. Sono i bisogni del 90% di chi gestisce un business online piccolo o medio.

Vediamo adesso i 5 uno per uno, con prezzi, punti forti e trappole tipiche di ognuno. Se ti serve un quadro più ampio degli strumenti per il business online (non solo email), ne ho parlato in questa guida sui 30 strumenti essenziali per il 2026.

Brevo (ex Sendinblue): il più completo della fascia entry

Brevo è una piattaforma francese (prima si chiamava Sendinblue) usatissima in Italia, soprattutto da PMI, e-commerce e consulenti. Il loro punto forte è il modello di prezzo: pagi sul numero di email inviate, non sul numero di contatti. Questo cambia tutto se hai una lista grande ma scrivi una volta al mese.

Funzionalità incluse anche nel piano gratis: invio fino a 300 email al giorno, contatti illimitati (sì, illimitati anche nel free), template editor drag-and-drop, automazioni base, SMS marketing, transactional email (la stessa infrastruttura per inviare email transazionali tipo “ordine confermato”), CRM leggero integrato.

Il piano Starter parte da circa 9 euro/mese per 5.000 email/mese, lo Business da 18 euro/mese per 5.000 email con automazioni avanzate, A/B test, statistiche dettagliate. Il piano Enterprise è negoziato.

Trappola tipica: il free a 300 email/giorno sembra generoso ma se hai 1.500 iscritti e mandi una newsletter sei già fuori. Devi spalmare l’invio su 5 giorni o passare al piano a pagamento.

Adatto a: piccoli business italiani, e-commerce su WooCommerce o Shopify, consulenti e freelance che vogliono SMS + email + CRM in un solo posto, chi ha una lista grande ma invia poco.

Non adatto a: creator e autori puri (mancano le funzionalità tipiche per vendere infoprodotti come tagging avanzato per buyer/non-buyer), chi cerca interfaccia ultra-pulita (Brevo è potente ma non sempre intuitivo).

MailerLite: il migliore per solopreneur e progetti lean

MailerLite è lituano e da anni è la scelta preferita di chi parte da zero. Il motivo è semplice: interfaccia pulita, prezzo onesto, piano gratis serio.

Il free include fino a 1.000 contatti e 12.000 email al mese, editor drag-and-drop molto buono, website builder integrato (puoi farci una landing page o un mini-sito), automazioni base, segmentazione, form di iscrizione personalizzabili. Per chi parte è abbondante: bastano per fare i primi 6-12 mesi di blog o newsletter senza spendere un euro.

I piani a pagamento partono da circa 10 euro/mese per il Growing Business (fino a 500 contatti, ma include automazioni illimitate e template premium) e salgono in base al numero di contatti. A 5.000 contatti sei intorno ai 35 euro/mese, a 10.000 intorno ai 60 euro/mese. Trasparenti e scalabili.

Trappola tipica: le automazioni nel free sono basiche. Se ti serve un funnel con 5 step condizionali, branch logici e tag dinamici, devi passare al piano pagamento subito. E le funzionalità di e-commerce sono meno profonde rispetto a Brevo o ActiveCampaign.

Adatto a: creator, blogger, freelance, infoprenditori al primo prodotto, chi vuole un’esperienza utente piacevole senza imparare una piattaforma complessa, chi cerca website + email in un unico tool.

Non adatto a: e-commerce avanzati con cataloghi grandi, aziende che hanno bisogno di CRM serio integrato, chi gestisce flussi multicanale (SMS, WhatsApp, push).

ActiveCampaign: il riferimento per chi vuole automazioni complesse

ActiveCampaign è americano ed è considerato lo standard per chi fa automation marketing seria. Non ha un piano gratis (solo trial di 14 giorni), ma è la piattaforma più potente del confronto in termini di logiche automatizzate.

Il piano Starter parte da circa 15 euro/mese per 1.000 contatti, ma per le funzionalità di automazione vera devi salire al piano Plus da circa 49 euro/mese (lì sblocchi CRM, lead scoring, automation più ricche). Il Professional è intorno ai 149 euro/mese con attribution reporting, predictive sending, machine learning. Prezzi che salgono ripidi col numero di contatti: a 10.000 contatti il Plus è già intorno ai 130 euro/mese.

Punto forte assoluto: il visual automation builder. Puoi disegnare flussi con decine di branch, condizioni multiple, split test interni alle automazioni, integrazione profonda con il CRM. Se hai un funnel complesso tipo “iscritto > segmento per tag > sequenza di 7 email > se apre la 4 > trigger di un’altra sequenza > se clicca trigger un altro tag e notifica al sales”, ActiveCampaign lo gestisce in scioltezza.

Trappola tipica: è troppo potente per chi sta iniziando. Se hai 500 iscritti e devi mandare una newsletter al mese, è come comprare un trattore per coltivare il vaso del basilico. Tanti partono con ActiveCampaign perché “è il migliore”, poi usano il 10% delle funzioni e pagano 5 volte tanto.

Adatto a: business consolidati con liste sopra i 3.000 contatti, agenzie, e-commerce con automazioni di abandoned cart e post-acquisto avanzate, chi ha già validato il modello e vuole spingere sull’automazione, team marketing strutturati.

Non adatto a: principianti, progetti sotto i 1.000 contatti, chi cerca semplicità e velocità di esecuzione.

Kit (ex ConvertKit): pensato per creator e infoprenditori

Kit è la piattaforma costruita da creator per creator. Si chiamava ConvertKit fino al 2024, poi hanno cambiato nome a Kit (con dominio kit.com). È stata pensata per chi vende prodotti digitali, corsi, ebook, membership.

Il piano gratis include fino a 10.000 iscritti (sì, hai letto bene), email illimitate, landing page e form illimitati, broadcast unlimited, tagging e segmentazione base, possibilità di vendere prodotti digitali direttamente (Kit Commerce, con commissione del 3,5%). Per molti creator può essere usato gratis per anni.

Il piano Creator parte da circa 15 euro/mese per 300 iscritti (scala in base ai contatti) e aggiunge automazioni visuali, sequenze illimitate, integrazioni avanzate. Il Creator Pro da circa 29 euro/mese include subscriber scoring, advanced reporting, newsletter referral system (per far crescere la lista virale tipo Morning Brew). A 10.000 contatti il Creator costa intorno ai 100 euro/mese.

Punto forte: tutto è pensato per “vendere infoprodotti via email”. Tagging buyer/non-buyer automatico, sequenze post-acquisto, integrazione nativa con Teachable, Thinkific, Podia, Gumroad. Le landing page hanno template pensati per opt-in di lead magnet. Se vuoi capire meglio come strutturare il flusso di acquisizione lead, leggi anche questa guida sui lead magnet che convertono davvero.

Trappola tipica: l’editor email è volutamente minimalista (testo, immagini, niente layout complessi a colonne). È una scelta filosofica – “le email che convertono sono quelle che sembrano scritte da una persona vera, non brochure” – ma chi vuole newsletter editoriali ricche visivamente lo trova limitante.

Adatto a: blogger, autori, podcaster, infoprenditori, chi vende corsi o ebook, chi vuole costruire un personal brand via email, chi ha una community più che clienti.

Non adatto a: e-commerce di prodotti fisici, aziende B2B con processi sales lunghi, chi vuole campagne visivamente elaborate stile retail.

GetResponse: la piattaforma all-in-one con webinar integrati

GetResponse è polacca ed esiste da oltre 20 anni. Il loro posizionamento è “all-in-one marketing platform”: email marketing, automazioni, landing page, webinar integrati, funnel builder, conversion funnels pronti.

Il piano free arriva fino a 500 contatti con email illimitate (limite più stretto rispetto a MailerLite o Kit), 1 landing page, 1 website builder, signup form. Utile più che altro per testare la piattaforma.

Il piano Email Marketing parte da circa 16 euro/mese per 1.000 contatti, il Marketing Automation da circa 54 euro/mese (con sales funnels, automation, webinar fino a 100 partecipanti), l’Ecommerce Marketing da circa 106 euro/mese (con product recommendation engine). A 5.000 contatti il piano Marketing Automation è intorno ai 90 euro/mese.

Il punto forte unico: i webinar integrati. Nessuna altra piattaforma di email marketing in questo confronto include webinar nativi (devi integrare Zoom, Demio, WebinarJam separatamente). Se il tuo modello include webinar di lancio prodotto, GetResponse ti fa risparmiare un tool e un’integrazione.

Trappola tipica: la piattaforma è ampia ma a volte sembra “tante cose fatte ok, niente fatta benissimo”. L’email editor è buono ma meno fluido di MailerLite, le automazioni sono potenti ma meno intuitive di ActiveCampaign, i webinar funzionano ma non hanno la qualità di tool dedicati.

Adatto a: chi fa info-business basato su webinar, coach e formatori che organizzano sessioni live, agenzie che vogliono un unico tool per più clienti, e-commerce di medio livello.

Non adatto a: chi cerca lo “specialista” in una funzione (per ognuna delle cose che GR fa esiste un tool migliore se preso da solo), startup con focus prodotto puro.

Confronto prezzi a 1.000, 5.000 e 10.000 contatti

Per dare un’idea concreta dei costi reali, ho confrontato i 5 software su 3 fasce tipiche di lista. I prezzi sono indicativi 2026, sempre verifica sul sito ufficiale prima di acquistare.

  1. A 1.000 contatti: MailerLite circa 15 euro/mese (Growing Business), Brevo circa 18 euro/mese (Business, scegli per email/mese), ActiveCampaign circa 15 euro/mese (Starter), Kit circa 25 euro/mese (Creator), GetResponse circa 16 euro/mese (Email Marketing).
  2. A 5.000 contatti: MailerLite circa 35 euro/mese, Brevo circa 35-50 euro/mese (dipende dal volume invii), ActiveCampaign circa 85 euro/mese (Plus), Kit circa 60 euro/mese (Creator), GetResponse circa 50 euro/mese (Email Marketing) o 90 euro/mese (Marketing Automation).
  3. A 10.000 contatti: MailerLite circa 60 euro/mese, Brevo circa 65-90 euro/mese, ActiveCampaign circa 130-150 euro/mese (Plus), Kit circa 100 euro/mese (Creator), GetResponse circa 90 euro/mese (Email Marketing) o 140 euro/mese (Marketing Automation).

Come vedi, MailerLite resta il più economico in tutte le fasce, ActiveCampaign il più caro ma anche il più potente, Brevo gioca un ruolo speciale per chi ha lista grande ma invia poco (paghi sull’invio, non sui contatti).

Quale scegliere in base al tuo profilo

Niente “il migliore in assoluto”. La scelta giusta dipende da chi sei e cosa stai facendo. Ecco 4 profili tipici con la mia raccomandazione.

Profilo 1 – Blogger / creator che parte da zero, focus contenuti e lead magnet: scegli MailerLite o Kit. MailerLite se vuoi anche un website integrato e ti piace un editor email più visuale, Kit se hai già un sito e vuoi specializzarti nella vendita di infoprodotti via email. Entrambi gratis per molto tempo.

Profilo 2 – Piccolo e-commerce o consulente con servizi locali: scegli Brevo. Il mix email + SMS + CRM leggero + transactional email copre tutti i bisogni, il pricing per volume di invio è perfetto se non scrivi tutti i giorni, il supporto in italiano aiuta nei momenti di blocco.

Profilo 3 – Business consolidato con automazioni complesse e team marketing: scegli ActiveCampaign. La curva di apprendimento è ripida ma una volta entrato hai uno strumento che non ti limita più. Vale la spesa solo se hai sopra i 3.000 contatti attivi e stai già monetizzando.

Profilo 4 – Coach, formatore, infoprenditore con modello basato su webinar: scegli GetResponse. Il webinar integrato ti fa risparmiare 50-100 euro/mese di tool aggiuntivi (Zoom Webinar, Demio) e tiene tutto sotto un’unica dashboard. Compromesso accettabile sulla qualità del singolo modulo.

I 5 errori più comuni quando scegli un software di email marketing

Vediamo gli errori che vedo fare più spesso e come evitarli. Sono trappole costose perché ti bloccano per anni.

Errore 1: scegliere in base al “migliore in assoluto”. Il software giusto per Tony Robbins non è quello giusto per te che hai 500 iscritti e un blog di fitness. Parti dal tuo profilo, non dalle classifiche. Esempio: vedi un guru che usa ActiveCampaign e pensi che sia “il top” – ma quel guru ha 100.000 iscritti e un’agenzia che gli gestisce la piattaforma. Per te è uno spreco.

Errore 2: scegliere il più economico senza verificare i limiti. Tanti scelgono il free di Brevo per 300 email/giorno senza realizzare che con 2.000 iscritti non riusciranno mai a mandare una newsletter unica. Risultato: dopo 2 mesi devono migrare di corsa. Verifica i limiti reali sui TUOI numeri prima di iscriverti, non quelli a “0 contatti”.

Errore 3: ignorare la curva di migrazione futura. Cambiare piattaforma a 5.000 contatti è doloroso: perdi automazioni, devi rifare i tag, devi gestire double opt-in di nuovo, la deliverability cala temporaneamente. Scegli pensando a dove sarai tra 18 mesi, non solo a dove sei oggi.

Errore 4: non testare l’editor in prima persona. Tutti i software sembrano belli nelle demo. La verità si scopre solo quando ci entri dentro e provi a creare una sequenza vera con i tuoi contenuti. Sfrutta i trial gratuiti di 14 giorni, fai un test reale con una vera campagna prima di firmare un piano annuale.

Errore 5: sottovalutare deliverability e reputazione IP. Una piattaforma economica con cattiva reputazione manda metà delle tue email in spam. Non lo vedi nelle statistiche del software (che ti dice “consegnata”), lo vedi nel calo open rate dopo 3 mesi. Tutti i 5 software del confronto hanno buona reputazione, ma fai attenzione a opzioni hyper-low-cost che spuntano fuori senza brand riconoscibile.

Cosa cambia con AI e nuove regolamentazioni nel 2026

Due tendenze stanno ridisegnando lo scenario nel 2026 e vale la pena tenerle a mente.

La prima è l’integrazione AI nativa. Brevo, MailerLite, ActiveCampaign, Kit e GetResponse hanno tutti aggiunto funzionalità AI per generare oggetti email, suggerire orari di invio, prevedere quali contatti sono a rischio churn. Quelle vere e utili sono ancora poche: gli oggetti AI sono spesso piatti, gli orari predittivi funzionano solo con liste sopra i 5.000 contatti attivi. Però è un terreno che si sta muovendo veloce, e tra 12 mesi il quadro sarà diverso.

La seconda è la stretta privacy. Il GDPR rimane il riferimento, ma adesso si è aggiunta la Privacy Sandbox di Google e il phasing out dei cookie di terze parti che cambiano la game dei tracking pixel nelle email. Tutti i 5 software del confronto sono conformi GDPR di base, ma controlla che la piattaforma scelta abbia data center europei (Brevo li ha in Francia, MailerLite in UE) se gestisci dati di cittadini italiani in modo significativo.

Domande frequenti sui software di email marketing

Posso iniziare gratis e migrare in seguito senza problemi?

Sì, in teoria sempre. In pratica dipende. Migrare 500 contatti da MailerLite a Brevo è banale: esporti CSV e importi. Migrare 5.000 contatti con 20 automazioni attive, 50 tag e tre anni di engagement history è un altro pianeta. Perdi metriche storiche, devi ricostruire tag e segmenti, devi rifare double opt-in (perché la nuova piattaforma non eredita i consensi raccolti dalla vecchia in modo automatico, e in alcuni casi GDPR richiede di ri-confermare). Conclusione: parti gratis ma scegli una piattaforma che sai di voler usare anche a 5.000 contatti.

Quanto contano davvero le automazioni rispetto a una semplice newsletter?

Tantissimo, ma solo dopo aver costruito una lista vera. Se hai 200 iscritti, l’automazione più importante è “welcome sequence di 3 email che presenta te e i tuoi contenuti migliori”. Stop. Quando arrivi a 1.500-2.000 iscritti attivi inizi ad avere senso costruire automazioni segmentate per interessi, sequenze di lancio prodotto, post-acquisto. Le automazioni complesse senza una lista solida sono come avere una Ferrari senza patente: la guardi nel garage e non vai da nessuna parte.

Brevo, MailerLite, ActiveCampaign: qual è meglio per WooCommerce?

Per WooCommerce puro, Brevo ha l’integrazione più matura sul mercato italiano (plugin ufficiale, sync prodotti, abandoned cart, transactional email per ordini). ActiveCampaign ha integrazioni più sofisticate ma costa di più e richiede un Deep Data Sync che si paga a parte. MailerLite ha integrazione base che funziona ma non ha la profondità di Brevo per scenari e-commerce avanzati. Se hai uno shop WooCommerce e parti, Brevo è la scelta più safe.

Quanto tempo serve per imparare a usare uno di questi software?

Dipende dal software e dal livello di profondità che ti serve. MailerLite e Kit li impari in 2-3 ore al livello “creo lista, faccio form, mando newsletter, imposto welcome sequence”. Brevo e GetResponse richiedono 5-8 ore per padroneggiare automazioni base e segmentazione. ActiveCampaign è un’altra storia: il livello base lo impari in 4-5 ore, ma per usare bene il visual automation builder con CRM integrato servono 20-30 ore di studio, magari con un corso dedicato. È una piattaforma seria e va trattata da seria.

Posso usare più software contemporaneamente?

Tecnicamente sì, ma sconsigliato. Il problema non è il costo (raddoppia, ovviamente). Il problema è la gestione consensi GDPR, la coerenza delle automazioni, il rischio di scrivere a un contatto da due piattaforme diverse senza accorgertene. L’unico caso in cui ha senso è separare email transazionali (gestite da Brevo o Postmark) da email marketing (gestite da Kit o MailerLite). In tutti gli altri casi, una sola piattaforma, fatta bene.

In conclusione

Scegliere il software di email marketing giusto è una decisione che pesa anni di lavoro, ma non è così difficile se parti dal tuo profilo reale invece che dalle classifiche su internet. Per il 90% di chi sta partendo, MailerLite o Brevo coprono perfettamente i bisogni dei primi 12-18 mesi senza farti spendere un euro nei primi mesi. Per chi ha già una community che vende infoprodotti, Kit è specializzato e ottimo. Per chi vuole automation seria e ha numeri solidi, ActiveCampaign è il riferimento.

Il consiglio operativo: scegli oggi quello adatto a dove sarai tra 12 mesi, non a dove sei oggi. Fai una prova reale di 7 giorni con una mini campagna vera, valuta l’editor sul TUO contenuto, controlla la deliverability mandando a una lista di amici e colleghi. E poi parti, perché l’email marketing è il canale con il ROI più alto in assoluto, ma solo se ci sei dentro davvero.